Il nido affollato. La protesta dei genitori dei bimbi di asili nido e scuole materne

Il nido affollato. La protesta dei genitori dei bimbi di asili nido e scuole materne

Coccetti
un momento del flash mob davanti l'asilo i coccetti a testaccio

un momento del flash mob davanti l’asilo nido “i coccetti” a Testaccio

Ogni tanto la notizia acquisisce carattere nazionale, di solito prende spazio sui mezzi di informazione con il carattere di emergenza sociale, se ne parla per qualche giorno e poi tutto torna a tacere di un silenzio complice. I tagli alla spesa pubblica falcidiano da decenni la scuola. A farne le spese sono i nostri bambini. Dovrebbe essere il pilastro del nostro sistema economico, la scuola, dall’infanzia e la primaria fino all’università perché é in questi luoghi che si forma l’individuo. La scuola dell’infanzia e ancor più l’asilo nido stanno diventando un parcheggio dove far sostare i piccoli qualche ora, mentre i genitori lavorano. La colpa non è delle educatrici e delle insegnanti che cercano come possono di rimediare a quest’inopportuna situazione ma dell’istituzione che tenta di modificare unilateralmente le condizioni di lavoro al solo fine di risparmiare senza nessun riguardo per la sfera educativa. E pensare che siamo il paese che ha dato i natali alla più grande pedagogista di tutti i tempi, Maria Montessori.

La scuola pubblica efficiente distingue uno stato “barbaro” da uno stato moderno poiché la scuola è l’unico vero investimento per il futuro.

Il 22 aprile 2015 i genitori dei bambini iscritti all’asilo nido “Piccolo Girasole” di Via Tullio levi Civita nel quartiere San paolo a Roma, alle ore 8.00 daranno vita alla terza tappa del Flash mob a staffetta per protestare contro le misure adottate dal Comune.

Chiunque passasse in zona durante la protesta sia informato dell’importanza che questa deve assumere per il futuro dei nostri piccoli, che non sia un intralcio ma un’occasione di crescita.

Undici radio come radio della comunicazione sociale non poteva che essere presente, almeno con le parole e far da cassa di risonanza della protesta affinché questa venga ascoltata e accolta dall’amministrazione. Sembra ridondante, è facile per il Palazzo dire “che non ci sono più soldi” ma in fondo basterebbe saper destinare i fondi a disposizione per le vere priorità. Non ci può essere cultura senza scuola pubblica adeguata. Attendiamo che si sani questa grave falla nel sistema.

 

 

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