Eutanasia e fine vita: dall’esperienza personale di Mina Welby a una legge nazionale di regolamentazione

Eutanasia e fine vita: dall’esperienza personale di Mina Welby a una legge nazionale di regolamentazione

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Mina Welby è stata la moglie di Piergiorgio Welby, che con coraggio e abnegazione ha affrontato la difficile scelta dell’eutanasia dopo aver combattuto per tanti anni con una malattia incurabile. Ora lavora per l’associazione Luca Coscioni per promuovere e difendere i diritti dei malati terminali e non solo.


Mina Welby è una donna coraggiosa: con grande determinazione e forza d’animo ha affrontato la malattia di suo marito Piergiorgio, gli è stata accanto durante tutti i momenti difficili che la malattia ha comportato e con lui, quando ormai il male aveva preso il sopravvento, ha intrapreso la lunga e complicata strada dell’eutanasia.
Ora, con l’associazione Luca Coscioni, si batte per i diritti dei malati terminali e non solo: libertà di ricerca scientifica, diritti dei disabili, fecondazione assistita, aborto e contraccezione, antiproibizionismo, politica e laicità, sono solo alcuni dei temi per cui Mina Welby e l’associazione di cui è vice presidente si battono. In particolare, la sua ultima battaglia riguarda la proposta di legge di iniziativa popolare per il fine vita, che da settembre 2013 aspetta una discussione in parlamento, per garantire ai malati di malattie incurabili un fine vita dignitoso e rispettoso delle loro scelte.
In questa puntata di Un altro mondo è possibile intervistiamo dunque Mina Welby per conoscere e comprendere il suo punto di vista su un tema tanto delicato.
Per il ciclo 11Radio Story.

Se volete ascoltare altre trasmissioni dal nostro archivio le trovate su: http://undiciradio.it/podcast/

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