Hai fatto un crowdfunding ma non ha funzionato, perchè?

Le regole fondamentali per lanciare un crowdfunding (prima parte)

Hai provato a fare un crowdfunding per sostenere un progetto della tua associazione ma non ha funzionato? Iniziamo a capire dove hai sbagliato…

Una cosa importante da tenere a mente prima di partire con un crowdfunding ce la spiega bene Sascha Kraus nel suo articolo Strategies for reward-based crowdfunding campaigns pubblicato su Journal of Innovation & Knowledge ed è che l’obiettivo è creare valore per gli altri e non per se stessi. Un valore che può essere di vario genere (nuove conoscenze, divertimento, esperienza, emozioni, qualità della vita, ecc.) ma che non riguarda noi né come individui né come organizzazione. Se volete genericamente raccogliere fondi per la vostra organizzazione no profit o non-profit, il crowdfunding non è lo strumento più idoneo per farlo. Ricordatevi che di organizzazioni che si occupano del vostro stesso ambito ce ne sono sicuramente altre e il motivo per cui un sostenitore partecipa al crowdfunding del vostro progetto è perché l’obiettivo che dite di voler raggiungere è di suo interesse. Sente che ciò che volete fare darà un valore aggiunto anche alla sua vita e a quella degli altri e proprio per questo motivo vuole esserne parte attiva. Se leggendo l’annuncio della vostra campagna si trovasse davanti ad una secca richiesta di donazione, darebbe il suo contributo solo se già membro dell’organizzazione o vicino ad essa, altrimenti state certi che passerebbe oltre. Ecco che il crowdfunding perderebbe completamente di significato; ecco uno dei motivi per cui il tuo crowdfunding potrebbe non aver funzionato. Esistono delle “regole” fondamentali per lanciare un crowdfunding ed è bene seguirle.

Facciamo un esempio non reale ma verosimile per visualizzare meglio questo aspetto. L’associazione (di fantasia) “Una vita meravigliosa onlus”, che si occupa di adozioni a distanza, lancia una campagna crowdfunding per raccogliere 10.000 euro; la campagna ha il solo obiettivo di sostenere l’associazione. Ecco l’annuncio sui social network:

Esempio di una campagna sbagliata di crowdfunding per sostenere un progetto
Esempio di banner pubblicitario web

Tutti coloro che sono già sostenitori della onlus, che ancora non hanno fatto la propria donazione annuale e che hanno un profilo su un social network, parteciperanno al crowdfunding con una donazione; gli altri tralasceranno l’annuncio. Chi è sensibile al tema probabilmente andrà a cercare un’organizzazione a lui maggiormente nota per vedere se anche loro stiano facendo una campagna di raccolta fondi. Il risultato è che la onlus in questione ha impiegato energie e, forse, anche risorse economiche per giocarsi una carta innovativa che alla fine l’ha lasciata esattamente dov’era prima.

Situazione diversa invece sarebbe se l’associazione “Una vita meravigliosa onlus” lanciasse una campagna crowdfunding per raccogliere i fondi necessari alla realizzazione di una nuova piattaforma web che rendesse più semplice ed efficace il sistema delle adozioni a distanza, permettendo così a chi fa le donazioni di essere aggiornato costantemente sulla crescita del bambino adottato. In questo caso chi è sensibile al tema sarà interessato a vedere nascere il progetto e, se l’associazione lavora bene, potrebbe scegliere di sostenere il crowdfunding perché l’obiettivo va a creare un valore aggiunto per lui e per gli altri che vogliono adottare a distanza e che, in questo momento, non trovano quel valore aggiunto nell’offerta delle altre organizzazioni che conoscono. Il progetto è, in una parola, innovativo.

Continua a seguire le nostre lezioni…