Una nuova corrente artistica imperversa alla Garbatella

L’aria piacevole di Roma ispira lunghe passeggiate all’aria aperta, le temperature miti per buona parte dell’anno rendono il clima della capitale adatto a bambini e lattanti. Ma avete mai provato ad uscire di casa a piedi spingendo un passeggino? Vi parlo, prove alla mano, del quartiere Garbatella, anzi per essere molto più precisi delle vie: Benzoni, Pullino, Badoero e Matteucci. Per chi conosce la zona, queste vie dovrebbero comporre “la zona nuova” del quartiere. Siamo quindi fuori dall’antico territorio dei lotti della Garbatella, dove forse l’asfalto dissestato e ricco di buche rende poeticamente l’idea del bel tempo che fu, il 1922 quando la zona fu strappata alla natura brulla per favorire l’insediamento degli operai pontini nella Aeterna. L’argomento è chiaro: vi sto parlando dell’asfalto dissestato, dei marciapiedi in pendenza verticale, dei gradini alti venti centimetri senza rampa, della larghezza simil asse d’equilibrio di certi marciapiedi e dei marciapiedi a scomparsa. Quest’ultimo è un fenomeno al quanto bizzarro e inebriante che dona un bel brivido della serie “adesso che faccio” a chi lo percorre spingendo un passeggino. L’esempio più eclatante di questo movimento artistico, del marciapiede a scomparsa, è rappresentato in via Benzoni nel tratto che precede via Pullino, la strada contigua. Il marciapiede parte parallelo all’incrocio per via Pigafetta con il piglio largo e deciso di una specie di pista ciclabile piastrellata e quasi arrogante nell’economia del paesaggio. Percorrendo quel tratto a piedi ci si sente impressionati e viene quasi alla mente l’assurda frase (per chi vive la città) “Che bel lavoro!” L’incanto giustamente finisce dopo circa 50 metri quando in corrispondenza di un parcheggio per auto il mirabile marciapiede largo e piastrellato scompare. Lì, chi lo percorre si accorge di essere nel bel mezzo di un’istallazione artistica della corrente dei “marciapiedi a scomparsa”. Infatti il camminamento si interrompe cedendo il passo tramite un bel gradone ad una sottile lingua d’asfalto di circa trenta centimetri di larghezza (percorribile da un solo pedone che cammina un piede davanti all’altro senza carrozzine o trolley) dove per la gioia degli ambientalisti a distanza ben ravvicinata sono piantati al centro dei graziosi alberelli. Come fare a schivare gli alberelli se si spinge un passeggino? Mettendo il passeggino su due ruote con buona pace o estremo gaudio del lattante (dipende dal carattere del piccoletto). Ma se a percorrere tale artistica rue fosse un disabile che della carrozzina non può fare a meno? Dai marciapiedi a scomparsa, a quelli pendenti ai gradoni per scendere o salirvi è un vero allenamento alle paraolimpiadi. Che sia proprio questo l’obiettivo segreto dell’ufficio lavori pubblici dell’ottavo municipio di Roma? Ufficio tecnico e assessore diteci la verità, ho indovinato?