Touch the sound

Evelyn Elizabeth Ann Glennie è una percussionista e compositrice scozzese. Ha iniziato lo studio del pianoforte a 8 anni e a 12 anni quello degli strumenti a percussione.
Rimasta sorda in tenera età a causa di un progressivo danneggiamento di un nervo acustico, Evelyn Glennie riesce comunque a sentire la musica osservando e percependo le vibrazioni. Ed è una delle poche percussioniste che siano riuscite a intraprendere una carriera solistica, esibendosi in circa 100 concerti l’anno.
Come compositrice, ha scritto più di 100 brani, tra concerti e altre composizioni per percussioni sole. Ha collaborato con vari artisti famosi a livelli internazionale.
Quando Thomas Riedelsheimer chiese la prima volta a Evelyn se potesse fare un film su di lei, Evelyn era insicura, perché molto era già stato detto e fatto prima. Tuttavia, Thomas ha voluto esplorare qualcosa di molto più profondo della semplice storia di Evelyn: volle creare qualcosa che potesse dimostrare una comprensione completamente diversa di cio che noi vediamo e sentiamo. In “Touch the sound” rivolge la camera verso la percussionista quasi sorda, la cui esperienza sonora è molto toccante e, è il proprio il caso di dirlo, vibrante.
Prendendo come punto di partenza l’utilizzo delle sensibilità musicali uniche di Glennie, Riedelsheimer introduce lo spettatore a un regno sonoro incredibile che noi tutti conosciamo, ma raramente sappiamo apprezzare, un mondo che attinge sia a ritmi fragorosi sia leggeri e fruscianti. “Touch the Sound” è splendidamente girato e pieno di musica bellissima ma una delle cose più stimolanti su di esso è il modo in cui cancella l’idea di sordità di Glennie come handicap.
Il deterioramento dell’udito di questa artista è iniziato quando lei aveva 12 anni, ed era già affascinata dal suono del pianoforte e del rullante. Ma in qualche modo questa piccola brunetta Scozzese ha trasformato questo svantaggio in un vantaggio, generando e sviluppando la creazione e l’esecuzione di musica potente, anche se, come Ludwig van Beethoven nei suoi ultimi anni, sente solo una frazione di quello che suona.